Guida al Sostenibile

sostenibile

la definizione di sviluppo sostenibile contenuta nel Rapporto Bruntdland: “lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
I principi che animano lo sviluppo sostenibile devono ispirare l’opera di governi ed amministrazioni ad ogni livello, a partire dalle organizzazioni sopranazionali fino alla più piccola realtà locale e, possibilmente , al singolo individuo.

AGENDA 21
Descrizione del Progetto
E’ Il concetto di sviluppo sostenibile, dalle cui maglie è nata nel 1992 l’Agenda 21, si comincia a delineare concretamente a partire dai primi anni settanta ed in particolare nel 1972 con la conferenza di Stoccolma. Nel documento finale dell’incontro si afferma “che l’uomo è portatore di una solenne responsabilità per la protezione ed il miglioramento dell’ambiente per le generazioni presenti e future”. In questa dichiarazione sono contenuti due concetti fondamentali che ritroviamo poi nelle innumerevoli definizioni che di sviluppo sostenibile sono state date nei successivi trent’anni: in primo luogo che lo sviluppo umano deve essere rispettoso dell’ambiente e di conseguenza non deve limitarsi a guardare le esigenze del presente, ma deve garantire anche alle generazioni future la possibilità di godere di risorse naturali almeno pari a quelle attuali. Questi principi, ancora in embrione, trovano uno sviluppo ancora più organico grazie al lavoro della commissione Brundtland, istituita dalle Nazioni Unite nel 1983 . La Commissione lavorerà fino al 1987 per la realizzazione di un rapporto, il celebre Rapporto Brundtland. Il documento, presentato alla conferenza per l’ambiente e lo sviluppo organizzata dall’Onu a Tokyo nel 1987, supera la visione dell’ambiente come elemento di contrasto e freno allo sviluppo economico e sociale, ma lo pone come elemento cardine da cui si deve partire per avere un progresso duraturo che non comprometta le possibilità di sopravvivenza del pianeta e delle generazioni future. L’ambiente viene posto ad uno dei vertici di un ideale quadrato, in cui gli altri angoli sono occupati dall’economia, dall’ambito sociale e da quello culturale. Lo sviluppo del genere umano può dirsi sostenibile quando tutte e quattro le dimensioni sono prese in considerazione ed interagiscono per garantire il soddisfacimento dei bisogni attuali e futuri. Questa la definizione di sviluppo sostenibile contenuta nel Rapporto Bruntdland: “lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. I principi che animano lo sviluppo sostenibile devono ispirare l’opera di governi ed amministrazioni ad ogni livello, a partire dalle organizzazioni sopranazionali fino alla più piccola realtà locale e, possibilmente , al singolo individuo. E’ da questa convinzione che dopo la conferenza di Tokyo sono sorte importanti iniziative, a partire dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 e dalle relative linee programmatiche per avviare il risanamento ambientale della Terra. Al termine della Conferenza brasiliana chiamata “Earth Summit” furono adottati 5 documenti: 1) La Dichiarazione di Rio; 2) L’Agenda 21; 3) La Convenzione sulla biodiversità; 4) La Convenzione sul Clima; 5) I Principi della Foresta. Le cose da fare nel 21° secolo” è la traduzione letterale dell’espressione scelta come titolo del Piano di Azione dell’ONU per la tutela dell’Ambiente e lo sviluppo sostenibile per il 21° secolo elaborato durante la suddetta conferenza. L’Agenda 21 è un memorandum di azioni predisposte a livello mondiale per promuovere uno sviluppo sostenibile in un arco temporale di lungo periodo. Il testo ufficiale di Agenda 21, approvata nella Conferenza di Rio nel 1992, è un lungo documento che culmina con l’enunciazione di una serie di azioni concrete da promuovere per riequilibrare i modelli di sviluppo nell’ottica di equità intergenerazionale. Oltre ad essere un documento di analisi della situazione mondiale e delle prospettive dello sviluppo futuro, Agenda 21 è soprattutto un Piano d’Azione. Con questo termine, in verità tradotto non del tutto efficacemente dall’inglese “Action Plan”, si vuole evidenziare come Agenda 21 non sia una mera enunciazione di principi e buone intenzioni, ma debba essere uno strumento di programmazione dello sviluppo che generi un effetto a cascata a tutti i livelli, fino alle più piccole entità locali e territoriali. Il termine Piano d’Azione non deve essere letto come pianificazione calata dall’alto, ma al contrario, lo sviluppo sostenibile deve coinvolgere tutti gli attori di una società e gli obiettivi di sviluppo da perseguire devono essere condivisi da una base più ampia possibile di soggetti. Elemento caratterizzante di A21 L è la volontarietà; non contiene alcun obbligo giuridico ed anzi sottolinea l’importanza che la sostenibilità sia un obiettivo definito e condiviso “dal basso”, tramite percorsi di confronto. Dal punto di vista strutturale il documento di A 21 L è costituito da 40 capitoli suddivisi in 4 sezioni che si occupano di tutte le tematiche connesse allo sviluppo sostenibile; 15 capitoli sono dedicati agli aspetti di protezione dal degrado ambientale, mentre gli altri si occupano degli altri aspetti dello sviluppo sostenibile in materia di politica, economia e finanza. Di particolare interesse è il capitolo 28, che contiene i principi dell’Agenda 21 Locale, ossia del processo che devono promuovere le autorità locali in tal senso. I principi fondamentali di un Agenda 21 sono tre: 1) Sussidiarietà; 2) Condivisione; 3) Integrazione. Per il principio di sussidiarietà le decisioni devono essere delegate al livello amministrativo più basso, da renderle così il più possibile vicine ai cittadini e alle realtà locali e realizzabili ed efficaci. Non basta però che le decisioni siano prese a livello locale, ma è indispensabile che il percorso per definirle sia partecipato attivamente da tutte le forze economiche e sociali così da ottenere un’effettiva condivisione degli obiettivi da perseguire e delle azioni da intraprendere da parte di tutti i soggetti di una comunità. Lo sviluppo sostenibile non può concretizzarsi senza l’integrazione delle azioni intraprese ai diversi livelli, superando la visione dell’ambiente come di uno dei settori della collettività, ma integrando tutti gli aspetti della sostenibilità in ogni singola azione intrapresa. Questo naturalmente deve, in primo luogo, riflettersi in una riorganizzazioni delle competenze delle Autorità Locali. Si è già sottolineato come la sostenibilità è perseguibile solo se tutta la collettività la assume come valore ed obiettivo comune. Questa idea è sviluppata approfonditamente in Agenda 21, che tra l’altro individua una serie di gruppi sociali che devono interagire e mobilitarsi per gli obiettivi comuni di sviluppo sostenibile. I gruppi sociali individuati nel documento sono: le donne, i giovani ed i bambini, i popoli indigeni, le organizzazioni non governative, i sindacati, le imprese, la comunità scientifica, gli agricoltori e le autorità locali. Queste ultime rivestono un ruolo fondamentale in quanto sono più vicine ai cittadini di quanto non lo siano le Amministrazioni centrali; hanno autonomia amministrativa e finanziaria e soprattutto rappresentano il livello al quale le decisioni vengono effettivamente realizzate. Ecco perché Agenda 21 individua nelle autorità locali i soggetti che possono tradurre operativamente i principi di sostenibilità in azioni concrete, e poiché questi non sono concetti rigidi da applicare pedissequamente, è necessario creare un percorso attraverso cui ogni comunità locale definisca le azioni per rimodellarsi in chiave di sostenibilità. L’Agenda 21 Locale è un processo di partnership attraverso il quale le Autorità Locali,quali Province e Comuni, operano con tutti gli attori della comunità per definire piani d’azione per perseguire la propria sostenibilità. Questo percorso di condivisione degli obiettivi e delle azioni da intraprendere è fondamentale in quanto non sarebbe possibile adottare politiche di sostenibilità preconfezionate per qualunque Comunità. Al tempo stesso è però necessario creare dei meccanismi di comunicazione e confronto, dei network, tra le diverse realtà che si cimentano con questo processo, da favorire così la circolazione dei modelli adottati e dei risultati ottenuti. Per questi motivi l’Agenda 21 Locale è uno strumento, un percorso non facilmente codificabile ed assolutamente non generalizzabile. Non può prescindere dal contesto, dalla storia, dalla cultura e dall’economia del territorio in cui viene implementata. Lo spirito di condivisione che anima Agenda 21 ha risvolti importanti che non si limitano agli aspetti ambientali e di sostenibilità in senso stretto, ma rappresenta una risposta efficace al problema della redistribuzione del potere decisionale tra gli attori locali tra i quali, e non al di sopra dei quali, trovano posto le Autorità Locali. Nelle moderne democrazie si è assistito ad un progressivo distacco dei cittadini o, più in generale, degli attori sociali dalle istituzioni, anche quelle locali. Le idee di sussidiarietà e di condivisione che animano il processo di A 21 L consentono di recuperare un dibattito democratico in grado di coinvolgere tutta la comunità insieme ai politici, ai funzionari pubblici e ai tecnici. L’Agenda 21 Locale non ha riflessi solo sul rapporto tra i cittadini, il mondo produttivo, l’associazionismo e le Istituzioni Locali ma, pe4rchè abbia successo e possa portare a termine i propri obiettivi, deve necessariamente diventare anche il motore di un ripensamento strutturale in grado di incidere sulle competenze all’interno dell’Ente Locale che la promuove. Passato da un sistema rigido basato su competenze nettamente separate che perseguono obiettivi autonomi, ad un sistema sinergico in cui L’Istituzione si riorganizza con il concorso degli attori sociali, è forse l’effetto più rilevante che l’Agenda 21 può generare nell’Ente. L’Agenda 21 Locale viene a volte erroneamente vissuta ed interpretata come un prodotto ambientale di cui l’Amministrazione si dota per comunicare con i propri cittadini e per fare un’opera di confronto sociale con alcuni settori della società. Questo approccio è sbagliato e snatura i presupposti stessi di A21L che non è un prodotto, ma un processo, una modalità di governo innovativa. Le fasi che in generale vengono sviluppate per implementare un Agenda 21 sono sette:1) attivazione del processo;2)organizzazione del Forum;3)realizzazione del forum;4)analisi delle criticità;5) definizione del piano d’azione locale;6) attuazione del piano d’azione locale;7) monitoraggio. Esse sono riconducibili a tre momenti: un momento iniziale di attivazione e di coinvolgimento degli attori, la realizzazione del piano d’azione locale ed infine la sua applicazione, monitoraggio e valutazione. L’attivazione del Forum è un passaggio fondamentale che costituisce la base per il successo dell0intero processo. Il forum deve coinvolgere tutti i soggetti economici, culturali e sociali presnti nel territorio. Tra questi gli stakeholders più comunemente coinvolti, sono i rappresentanti degli Enti Locali ( Amministrazioni, Enti Parco, Comunità Montane, ecc.), associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e sindacati, associazioni culturali, dei consumatori, sportive, ed esponenti della ricerca. Il forum può essere articolato in diversi gruppi di lavoro tematici, cui partecipanoi rappresentanti dei settori coinvolti, personale dell’amministrazione e chiunque possa rappresentare un interesse della società. Il forum resta attivo durante tutta la vita di un processo di A21L, orientando sia la definizione del piano d’azione locale sia il monitoraggio della sua applicazione. Per il forum deve dunque essere prevista una consultazione permanente, che in ogni fase consenta a tutti gli attori interessati al progetto di interagire con gli altri. Asupporto delle attività del forum devono essere realizzati alcuni strumenti informativi quali la Relazione sullo Stato dell’Ambiente, la realizzazione degli Audit urbani, l’implementazione di un sistema di indicatori e possibilmente anche di contabilità ambientale. Dal forum verranno poi le indicazioni degli obiettivi e delle priorità da porre nel Piano d’Azione. Ogni priorità ed ogni obiettivo devono essere concretamente espressi in termini di azioni da compiere, tempi per realizzare e strumenti qualitativi e quantitativi per verificarne l’attuazione. Il monitoraggio, la valutazione e l’aggiornamento del Piano sono elementi distintivi dell’Agenda 21Locale, che la qualificano e la differenziano da ogni altro strumento. Secondo la banca mondiale nel 2030 oltre il 60% della popolazione del pianeta vivrà nelle città, quindi diventa sempre più importante estendere ed accelerare le azioni concrete che portino alla creazione di comunità sostenibili, alla protezione delle risorse comuni come l’aria, l’acqua, al mantenimento della biodiversità. Agenda 21 rimane il punto di riferimento, il quadro, l’espressione dei principi all’interno dei quali governi nazionali, autorità locali, stakeholders si muovono. Inoltre assume, per i governi locali, una caratteristica fondamentale che è quella di mirare a coinvolgere le rappresentanze organizzate dei cittadini nei processi decisionali per o sviluppo del territorio. Agenda 21 Locale è uno strumento assolutamente volontario che nasce e si sviluppa senza formalizzazioni legislative o normative. Lo spirito di A21L, è protesoalla realizzazione di un percorso che conduca ogni comunità a realizzare il proprio costante e sostenibile sviluppo. Il successo dell’intero processo si può realizzare solo se l’esigenza di realizzarlo nasce dal basso ed è sentita come priorità dal complesso della comunità che lo anima. Agenda 21 Locale non può essere prevista per legge o avere natura coercitiva. Ecco perché le istituzioni nazionali e le Istituzione nazionali e le Organizzazioni sopranazionali non possono che limitarsi ad un’opera di sensibilizzazione e di promozione dell’Agenda 21 Locale senza poter imporre dall’alto la sua adozione. E’ evidente però che se il processo di Agenda 21 Locale deve nascere a livello delle singole comunità, le Amministrazioni centrali possono svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo degli strumenti collegati all’Agenda 21 e nel promuovere a loro volta modelli più ampi di sviluppo sostenibile. In Italia , i processi di A21L, sono stati attivati relativamente di recente, anche se oggi gli Enti Locali italiani rappresentano circa un terzo del totale dei partecipanti alla Campagna delle Città Sostenibili europee. Un importante impulso alla diffusione delle Agende 21 Locali si è avuto nel 1999 con la sottoscrizione della Carta di Ferrara, che sanciva la nascita del coordinamento delle Agende 21 italiane con lo scopo di promuovere nel nostro paese, ed in particolare nelle aree urbane, il processo di A21L così da perseguire un modello di sviluppo sostenibile in grado di integrare aspetti economici, sociali ed ambientali. Lo stesso governo negli ultimi anni ha sostenuto finanziariamente diversi progetti in campo di sostenibilità ed in particolare il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha realizzato due bandi per il co-finanziamento di progetti di avvio e di realizzazione delle Agende 21 Locali.

AGENDA 21 TABURNO
Descrizione del Progetto
Breve descrizione del progetto “Taburno: la Comunità sostenibile”
E’ un programma sperimentale di sensibilizzazione ambientale promosso dalla Comunità Montana del Taburno, motivato dalla necessità di promuovere una cultura del confronto e della concertazione ed una mentalità ecologica in grado di stimolare la partecipazione della comunità alla gestione consapevole dell’ambiente. Esso si articola in un piano di iniziative strutturate in azioni e fasi rivolte alla collettività e miranti a diffondere sia i temi della protezione ambientale e della responsabilità sociale, che quelli dell’urbanistica partecipata attraverso la definizione e la promozione di parametri di sostenibilità ambientale ed urbana. Nella prima azione saranno avviate attività miranti a risvegliare nel cittadino sia il senso di appartenenza al territorio della Comunità in cui vive che il conseguente rispetto delle valenze ambientali e culturali e a informarlo sui danni irreversibili cui gli ecosistemi sono sottoposti nell’ipotesi di persistenza di uno sviluppo irrispettoso dei principi della sostenibilità e a diffondere le politiche ispirate ai principi della sostenibilità legate all’attuazione delle Agende 21 locali. La sensibilizzazione sarà rivolta ai portatori di interesse (stakeholders) che sono individuati in: – Politici, amministratori, dipendenti comunali; – Personale didattico e studenti; – Rappresentanti degli ordini professionali, rappresentanti delle categorie produttive (commercianti, agricoltori, imprenditori…) e delle associazioni operanti nella Comunità Montana; – Cittadini. La sensibilizzazione sarà indirizzata anche agli Enti locali limitrofi: infatti l’Ufficio di A21L avrà il compito di diventarne il riferimento riguardo la diffusione di informazioni sulle politiche di sviluppo sostenibile a tutti i livelli – comunitario, nazionale, regionale, provinciale – e l’attivazione di processi analoghi (supporto tecnico). Sarà dedicata particolare attenzione al mondo della scuola e della formazione che verrà pienamente coinvolto nel processo di Agenda 21 in quanto le generazioni future si configurano come un fondamentale “portatore di interessi” ammesso alla partecipazione al Forum locale di A21.
Obiettivi
Persuadere gli stakeholders dell’importanza e della necessità di avviare processi di sviluppo sostenibile, illustrare loro le diverse fasi in cui l’Agenda 21 locale si articola, diffonderne la conoscenza degli obiettivi anche attraverso la divulgazione dei risultati raggiunti in altri Comuni grazie all’implementazione delle A21L; – Definire un supporto tecnico e organizzativo al processo durante tutte le sue fasi, attraverso l’integrazione di diverse professionalità e competenze e il coinvolgimento attivo del personale dipendente dalle Amministrazioni locali che la Comunità Montana raggruppa. Ci si prefigge, inoltre, di investire l’Ufficio di A21L del compito di diventare il riferimento dei Comuni limitrofi della Provincia di Benevento riguardo la diffusione di informazioni sulle politiche di sviluppo sostenibile a tutti i livelli – comunitario, nazionale, regionale, provinciale – e l’attivazione di processi analoghi (supporto tecnico); – Sensibilizzare le scuole presenti sul territorio e diffondere in esse con determinazione la cultura dello sviluppo sostenibile e della difesa del patrimonio naturalistico; – Individuare le problematiche locali e le loro cause attraverso dibattiti e tecniche di partecipazione quali snow- carding, brainstorming, schede di monitoraggio sul grado di percezione dei problemi legati alla tutela ambientale al fine di definire i tematismi; – Mettere a punto un sistema di indicatori di impatto ambientale significativi a livello locale; – Pervenire alla formulazione di giudizi di efficienza ed efficacia nei confronti delle politiche ambientali dell’Amministrazione della Comunità.
Risultati attesi
– Partecipazione piena e costruttiva di tutta la compagine sociale della comunità locale ai lavori del Forum;
– Messa a punto di una rete di rapporti e collaborazioni con gli EELL limitrofi al fine di garantire la circolazione e lo scambio delle informazioni e delle esperienze e di promuovere l’avvio di processi di A21L nell’area più vasta della Provincia di Benevento;
– Realizzazione di un processo replicabile – nel metodo – in altri contesti territoriali della Provincia di Benevento e di altre Comunità Montane; – Formazione di una coscienza ecologica nelle nuove generazioni che le renda promotrici di comportamenti e stili di vita ecosostenibili nel proprio ambito sociale;
– Messa a punto di strategie condivise d’intervento per ogni tematismo, nell’ottica dello sviluppo sostenibile e tenendo conto dei risultati del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente;
– Ri-orientamento di piani e programmi attivati dall’Amministrazione comunale in campo ambientale in base ai risultati del RSA e alle indicazioni formulate dal Forum.
Azione di coinvolgimento degli attori locali
Fase 1 – Formalizzazione dei protocolli d’intesa (Attivazione Network)
Questa sezione di intervento mira ad instaurare un rapporto di collaborazione con tutti i soggetti interessati al processo, a stabilire intese con i Centri di Eccellenza, a promuovere incontri con il settore economico e sociale con i quali si auspica di stabilire intese mirate a garantire la piena realizzazione del processo di Agenda 21. Le azioni a riguardo saranno così articolate: – Protocolli d’intesa con Enti locali che abbiano o meno attivato processi di A21L – Rapporti di collaborazione e partenariato con Centri di eccellenza, scuole e potenziali partners – Gemellaggio con città con caratteristiche simili; Protocolli d’intesa con operatori economici.
Fase 2 – Piano di Comunicazione esterna
Le azioni di comunicazione saranno costanti, finalizzate ad informare e a generare una crescente consapevolezza che il processo di A21L è in atto, che è continuo e duraturo. Saranno infatti comunicati i dibattiti e pubblicizzati i risultati di volta in volta ottenuti.
Fase 3 – Avvio della campagna di sensibilizzazione
L’U.O. provvederà preliminarmente a predisporre sondaggi attraverso questionari, interviste, microindagini su temi specifici e attinenti all’ambiente locale da somministrare alle differenti categorie sociali per conoscere il livello di sensibilità verso la tutela dell’ambiente. I dati raccolti verranno analizzati e sistematizzati e forniranno linee di indirizzo da seguire nella fase di sensibilizzazione dei cittadini.
Fase3.1 – Sensibilizzazione nelle scuole e implementazione di una microagenda 21
Si prevede di coinvolgere attivamente nel processo le scuole, attraverso attività rivolte sia agli educatori che agli alunni e diversificate a seconda del tipo di scuola (Istituto comprensivo, Istituti di 2° grado) e quindi della fascia di età dei discenti. Il mondo della scuola e della formazione è infatti pienamente coinvolto in Agenda 21 in un duplice significato. Quello di rappresentante delle generazioni future e dunque un fondamentale “portatore di interessi” che può partecipare al Forum locale di A21 e, nel contempo, come ambiente in cui l’assunzione dei principi dello sviluppo sostenibile propugnati da Agenda 21 può creare occasioni di sperimentazione e innovazione nei contenuti e nelle metodologie didattiche.
Costituzione del Forum permanente di Agenda 21
Costituzione del Forum permanente di Agenda 21 locale e selezione dei temi da approfondire nonché delle modalità e strumenti per la redazione del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente.
Il Forum “Sviluppo ed Ambiente Sostenibili” sarà concepito come un organismo di partecipazione volontaria e svolgerà funzioni di analisi consultive e di indirizzo delle politiche degli EELL che ricadono nel territorio della Comunità Montana, rivolte alla programmazione dello sviluppo del territorio montano nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale.
Fase 1 – Strutturazione del Forum e redazione del regolamento
Il Forum sarà composto dei seguenti organi:
– Il Presidente
– Le riunioni plenarie;
– Le Commissioni tematiche;
– La Segreteria Organizzativa;
– Il Comitato Tecnico- Scientifico
Fase 2 – Individuazione dei tematismi e delle Commissioni tematiche
Il Comitato tecnico-scientifico sarà incaricato di sottoporre all’attenzione dei partecipanti al Forum, durante una sessione plenaria (prima o seconda), alcuni tematismi strategici maggiormente espressivi delle problematiche locali, in linea con gli indicatori ICE proposti dalla Comunità Europea.
Fase 3 – Attività preliminari alla stesura del RSA
Prima della redazione della Prima Relazione sullo Stato dell’Ambiente, verrà realizzata un’indagine sulla percezione ambientale e lo sviluppo sostenibile da parte degli Assessorati all’Ambiente e all’Ecologia della Comunità. L’indagine, svolta mediante un questionario rivolto ad un campione diversificato di soggetti locali, verrà ideata allo scopo di effettuare un primo monitoraggio sulla percezione delle problematiche ambientali e dello Sviluppo sostenibile, sulle priorità da affrontare, su vari problemi ambientali del territorio, sulla disponibilità dei vari attori a partecipare al Forum.
Formulazione del Quadro Diagnostico
Formulazione del Quadro Diagnostico mediante la redazione del Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente.
Costituito il Forum e definito al suo interno una visione condivisa sugli scenari futuri della comunità e sulle priorità del territorio, si procederà all’elaborazione del Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente.
Fase 1 – Analisi oggettiva e previsione delle tendenze future
Attraverso l’analisi e lo studio dei “documenti ambientali” elaborati dall’Amministrazione (Piano di sviluppo socio-economico) e da altre realtà competenti (quali Arpac, Università, Associazioni Ambientaliste) e attraverso la raccolta di tutti i dati disponibili, si procederà all’elaborazione di una ceck-list in grado di fornire un’analisi quanto più oggettiva sull’esistenza di problematiche ambientali, economiche e sociali, sulle loro cause e conseguenze e sulle possibili tendenze in atto o prevedibili.
Fase 2 – Adozione di indicatori
Delineato il quadro delle problematiche, verranno scelti degli indicatori da utilizzare nell’elaborazione dell’audit ambientale e del suo monitoraggio. Nella scelta degli indicatori più adatti alla realtà locale, verranno presi in considerazione il gruppo degli Indicatori Comuni Europei e il sistema ESEPI (European System for Environmental Pressure Indices) sviluppato dalla Commissione Europea.
Fase 3 – Valutazione delle problematiche
Una volta chiaro il quadro soggettivo e oggettivo delle problematiche e individuati gli indicatori e il metodo di lavoro che sottende ad essi, comincia la fase valutativa che prevede: – il recupero e la definizione delle problematiche emerse nelle analisi soggettive ed oggettive;
– l’esame delle problematiche alla luce degli indicatori prescelti.
Fase 4 – Descrizione dello stato dell’ambiente:
Esaminati i singoli problemi alla luce degli indicatori prescelti e raccolti tutti i dati necessari, si procederà all’elaborazione di un documento conclusivo e cioè del “Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente”. Il documento dovrà contenere, oltre alla descrizione dello stato dell’ambiente fisico, ambientale e sociale, anche la descrizione dell’ambiente politico e, alla luce del sistema ESEPI, delle risposte messe in campo dall’Amministrazione.
Fase 5 – Pubblicazione e diffusione del Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente
L’ultima fase prevede la diffusione del documento presentazione all’Amministrazione e alla cittadinanza. Esso, inoltre, sarà portato all’interno del Forum.
Descrizione del progetto rispetto ai seguenti parametri
Il progetto “Taburno Comunità Sostenibile” è stato redatto secondo le linee guida elaborate dall’ANPA, le indicazione suggerite dall’ICLEI (Local Agenda 21 Planning Guide, ICLEI, 1995) e analizzando processi di Agenda 21 già attuati da altre Amministrazioni locali. Esso risulta coerente con:
• il Piano di Sviluppo socio-economico
• il Patto Territoriale del Taburno
Carattere strategico (integrazione del progetto con piani e programmi degli enti sovraordinati)
Il progetto si inserisce in un discorso di tutela del patrimonio ambientale, storico e artistico già avviato dalla Provincia di Benevento. Le direttrici di sviluppo della Provincia, infatti, sono di convogliare e di ottimizzare le risorse verso interventi orientati all’attuazione di un “territorio di eccellenza” puntando sul rafforzamento della produzione agricola, artigianale ed industriale secondo criteri rispettosi del contesto ambientale.
• Piano Territoriale di Coordinamento:
• Progetto integrato sistema Sannio (PIT):
• PRUSST Calidone:
Capacità di coinvolgimento finanziario (descrizione degli eventuali cofinanziatori)
Il progetto prevede il coinvolgimento di cofinanziatore, che in questa fase non hanno ancora formalizzato le adesioni.
Capacità di attivazione del partenariato (descrizione degli eventuali partner)
– il Centro Interdipartimentale URBANECO dell’Università Federico II – rappresentante legale Prof. Adriana Giusti Baculo – che svolge attività di ricerca nel campo dell’Urbanistica e dell’Economia.
Ad esso sarà assegnato il ruolo di supporto scientifico per le attività di ricerca, di formazione, di promozione e strutturazione del Forum;
– GRUPPO PROGETTI E RICERCHE PRO_GIS che svolge attività di assistenza consulenziale in ambito ambientale. Ad esso sarà affidata l’attività di preparazione del RSA anche mediante l’utilizzo di sistemi informativi territoriali (SIT);
– ENTE PARCO REGIONALE TABURNO-CAMPOSAURO;
– L’ISTITUTO TECNICO PROFESSIONALE PER L’AGRICOLTURA E L’AMBIENTE “M. Vetrone”;
– D.A.S.E.S. Dipartimento di ANALISI DEI SISTEMI ECONOMICI E SOCIALI dell’Università degli Studi del Sannio.
Divulgazione del progetto e dei suoi risultati (definizione di un piano di diffusione dei risultati indicando i metodi, i messaggi, gli strumenti)
Come descritto nella fase 2 dell’Azione 1, l’attività di comunicazione e diffusione dei risultati di ciascuna fase in cui il processo si articola sarà costante e finalizzate ad informare e a generare una crescente consapevolezza che il processo di A21L è in atto, che è continuo e duraturo. I risultati di volta in volta ottenuti saranno comunicati dall’Ufficio di A21L per tutta la durata del processo.

INFORMARE PER PARTECIPARE
Attività realizzate in campo ambientale
1. Adesione alla Carta di Aalborg.
2. Adesione al Coordinamento Agenda 21 Nazionale.
3. Partecipazione al bando emanato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito dei “Programmi di Sviluppo Sostenibile e di Attuazione delle A21L”, (bando 18/12/2000 – GU n° 301) col progetto “Taburno, Comunità sostenibile” in cui erano previste iniziative di promozione e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali più rilevanti sia sotto l’aspetto gestionale che della pianificazione. Il Ministero ha valutato il progetto “idoneo ma non ammesso a co-finanziamento”.
4. Attivazione del processo di A21L in data 20 aprile 2002 col Convegno “Taburno, Comunità sostenibile” durante il quale sono stati affrontati i temi legati alla pianificazione partecipata e allo sviluppo sostenibile.
5. Patrocinio alle iniziative di sensibilizzazione ambientale promosse da WWF e Legambiente sul territorio della Comunità.
Contesto
Contesto territoriale:
Il territorio della Comunità Montana si estende per 33.000 ettari su una superficie di 388.8 kmq ed ospita una popolazione di 60.000 abitanti. Nel comprensorio ricadono 20 Comuni situati nel settore sud-occidentale della provincia di Benevento – Apollosa, Prpaia, Bonea, Bucciano, Campoli del Monte Taburno, Forchia, Frasso Telesino, Melizzano, Moiano, Montesarchio, Pannarano, Paolisi, Paupisi, Sant’Agata de’Goti, Solopaca, Tocco Caudio, Torrecuso, Vitulano – ubicati fra i 220 e i 750 mt d’altezza. Dal punto di vista altimetrico, oltre il 75% della superficie è classificata come area montana, mentre circa il 25% è rappresentato da territori collinari. A sud il confine della Comunità è segnato dal Parco regionale del Partenio, a est e a nord dal fiume Calore, a ovest dal Volturno e dalla provincia di Caserta. Il territorio, ricco di vegetazione spontanea, è percorso da tre vallate: la Caudina, la Telesina, la Vitulanese.
La valenza paesaggistica, la salubrità dell’ambiente unite al notevole patrimonio storico-architettonico, hanno determinato l’inserimento della Comunità nei Parchi Regionali istituiti nel 1995. Nell’area ne sono stati dichiarati due: il Taburno-Camposauro e il Partenio.
Contesto socio-economico:
L’agricoltura rappresenta uno dei comparti trainanti dell’intera economia locale. Essa riflette le caratteristiche tipiche delle aree collinari e montane interne della Campania: si alternano in diverse proporzioni risorse silvo-pastorali – dove maggiore è l’acclività e l’altitudine – con agricoltura intensiva ad orientamenti misti nelle aree vallive. Riguardo all’ordinamento produttivo è piuttosto diffuso quello cerealico-zootecnico integrato ad un arboricoltura promiscua o specializzata quale quella delle viti e degli olivi. Gi allevamenti di bovini, suini, ovini e caprini sono destinati in via quasi esclusiva all’autoconsumo e al mercato locale. Settore altresì trainante per le dimensioni assunte è quello della trasformazione agroalimentare, soprattutto legata alla produzione di vini e oli.
La grande industria è del tutto assente mentre diffuse sul territorio sono le lavorazioni artigianali – legno, ferro battuto, pietra, marmo, terracotta.
Il comparto più attivo è quello delle costruzioni edilizie a cui è legata una massiccia occupazione.
Interessante è il settore del turismo. Negli ultimi anni la domanda si è orientata verso sistemi di offerta a carattere ambientale. La buona qualità delle produzioni agricole ed agroalimentari tipiche, associate alla salubrità dell’ambiente e alle bellezze naturalistiche dei luoghi hanno alimentato un crescente interesse verso il turismo enogastronomico e verso quello naturalistico-ambientale grazie alla presenza dei Parchi che originano flussi turistici pendolari dalle vicine aree urbane e dal capoluogo regionale.
Nel territorio della Comunità il contesto produttivo è formato da:
-3.234 imprese nel settore agricolo
-550 imprese nel settore industriale
-573 imprese nel settore delle costruzioni
-1.533 imprese nel settore del commercio
-813 imprese addette ai servizi.
Il contesto formativo si compone di :
-N. 11 Istituti comprensivi di cui n. 17 materne, n. 17 elementari, n. 15 medie
-N. 3 Istituti superiori cui si aggiungono n. 4 sezioni distaccate
Nel contesto amministrativo/gestionale ricadono i Municipi di venti Comuni.
Il contesto associativo-culturale conta n. 4 associazioni (Ente Sagra dell’uva – Solopaca; Associazione turistica pro Sant’Agata – Sant’Agata de’ Goti; Associazione DO.RE.MI. – Solopaca; Associazione Oltremodo – Vitulano).
Durata del progetto
– Educare i cittadini al rispetto dell’Ambiente, condizione imprescindibile per intraprendere politiche condivise di sostenibilità ambientale miranti a soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza precludere a quelle future la possibilità di usufruire allo stesso modo delle risorse naturali.
– Rafforzare nei cittadini il senso di appartenenza e di radicamento al territorio della Comunità Montana, luogo caratterizzato da storiche tradizioni e da notevoli valenze paesaggistiche, al fine di attivare un processo di cooperazione per la consapevole difesa del patrimonio storico-architettonico, archeologico, ambientale.
– Sensibilizzare ed educare i cittadini stakeholders e, più in generale, tutti coloro che vivono e operano nel territorio della Comunità Montana del Taburno, alla partecipazione ai processi decisionali riguardo la definizione – nei limiti imposti dalla sostenibilità – di politiche condivise di intervento sull’Ambiente e di sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile del territorio di appartenenza (metodologia bottom up).
– Mettere i cittadini in condizione di esprimere istanze e proposte di soluzioni per riequilibrare le diseconomie ambientali al fine di consentire alla Comunità di trarre indicazioni utili per l’attuazione di strategie di gestione ambientale.
– Conferire ai centri di aggregazione (scuole, associazioni, ordini professionali, amministrazioni locali, luoghi produttivi) l’ulteriore connotazione di agenti di sviluppo locale sostenibile capaci, cioè, di sensibilizzare, autonomamente, i rispettivi bacini di utenza e trasmettere loro atteggiamenti e interessi finalizzati alla cooperazione con l’Amministrazione nella gestione consapevole dell’Ambiente.
Obiettivi
– Educare i cittadini al rispetto dell’Ambiente, condizione imprescindibile per intraprendere politiche condivise di sostenibilità ambientale miranti a soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza precludere a quelle future la possibilità di usufruire allo stesso modo delle risorse naturali.
– Rafforzare nei cittadini il senso di appartenenza e di radicamento al territorio della Comunità Montana, luogo caratterizzato da storiche tradizioni e da notevoli valenze paesaggistiche, al fine di attivare un processo di cooperazione per la consapevole difesa del patrimonio storico-architettonico, archeologico, ambientale.
– Sensibilizzare ed educare i cittadini stakeholders e, più in generale, tutti coloro che vivono e operano nel territorio della Comunità Montana del Taburno, alla partecipazione ai processi decisionali riguardo la definizione – nei limiti imposti dalla sostenibilità – di politiche condivise di intervento sull’Ambiente e di sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile del territorio di appartenenza (metodologia bottom up).
– Mettere i cittadini in condizione di esprimere istanze e proposte di soluzioni per riequilibrare le diseconomie ambientali al fine di consentire alla Comunità di trarre indicazioni utili per l’attuazione di strategie di gestione ambientale.
– Conferire ai centri di aggregazione (scuole, associazioni, ordini professionali, amministrazioni locali, luoghi produttivi) l’ulteriore connotazione di agenti di sviluppo locale sostenibile capaci, cioè, di sensibilizzare, autonomamente, i rispettivi bacini di utenza e trasmettere loro atteggiamenti e interessi finalizzati alla cooperazione con l’Amministrazione nella gestione consapevole dell’Ambiente.
Destinatari
– I destinatari del progetto, come si evince dall’elenco sotto riportato, appartengono a differenti contesti e sono, in generale, la totalità dei cittadini. Il fine è quello di coinvolgere nel processo informativo una base il più possibile ampia, operando in settori specifici.
Si intende intervenire:
– nel contesto formativo attivando, nelle scuole ricadenti nei venti Comuni della Comunità e cioè Istituti comprensivi e Istituti di II grado, una campagna di informazione diversificata. Agire nel settore dell’istruzione scolastica può essere strategico ai fini della diffusione dei messaggi in maniera diretta ai futuri cittadini e per loro tramite alle famiglie di appartenenza;
– nel contesto produttivo coinvolgendo imprenditori e dipendenti delle imprese, aziende, fabbriche ivi localizzate;
– nel contesto culturale/associativo indirizzando le azioni di informazione e sensibilizzazione, attraverso le molteplici associazioni presenti sul territorio nei diversi settori – folkloristico, turistico, giovanile, culturale, ambientale – sul bacino di utenza delle stesse;
– nel contesto amministrativo/gestionale attivando una campagna di informazione presso le sedi amministrative dei venti Comuni della Comunità.
Metodologie di intervento
Il metodo utilizzato per raggiungere gli obiettivi di cui sopra consiste nel:
– potenziare nei cittadini la conoscenza del notevole valore del patrimonio naturalistico e storico-architettonico presente sul territorio;
– illustrare ai cittadini quali sono, attualmente, le politiche legate alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile già avviate – o che la Comunità intende intraprendere – e, al contempo, quali sono le modalità di consultazione popolare;
– divulgare altresì leggi, decreti e strumenti sia nazionali che comunitari che promuovono ed incentivano azioni di sviluppo sostenibile (soprattutto nelle piccole e medie imprese);
– diffondere, attraverso i centri di aggregazione (scuole, associazioni, amministrazioni locali, luoghi produttivi), la cultura del rispetto dell’ambiente nei rispettivi bacini di utenza cui si trasmetteranno atteggiamenti e interessi finalizzati alla cooperazione con l’Amministrazione nella gestione consapevole dell’Ambiente.
Strumenti e materiale informativo utilizzato
Strumenti da utilizzare:
– Risorse umane altamente specializzate (collaboratori, consulenti, funzionari amministrativi, esperti di settore);
– Attrezzature informatiche (hard-software) da collocare presso l’Ente;
– Testi specialistici, pubblicazioni sullo sviluppo sostenibile, raccolta di “Best Practices” sulle forme di partecipazione e le modalità di consultazione popolare;
– Consultazione degli strumenti urbanistici vigenti visionabili presso gli Uffici tecnici dei Comuni ricadenti nel territorio della Comunità;
– Studi del territorio (Piano di sviluppo socio-economico…).
Strumenti da produrre:
– Manifesto
– Sito Web
– Informazione continua on line, servizio di newsletters, istituzione di un forum telematico di discussione
– Opuscolo informativo
– Atti degli Incontri/ Convegni sulla pianificazione ambientale partecipata
– Istituzione di un centro di documentazione e di raccolta di “best practices” sulle forme di partecipazione popolare ai processi decisionali (database).
Sintesi dell’idea progettuale
Il progetto è rivolto a tutte le categorie presenti sul territorio – Enti ed Istituzioni, operatori della scuola (presidi e personale docente) e utenti delle scuole ricadenti nei venti Comuni della Comunità, associazioni di categoria operanti sul territorio, cittadini, imprese ivi localizzate – e mira a produrre strumenti tesi ad educare al rispetto dell’ambiente, a sensibilizzare sulla necessità di intraprendere politiche condivise di sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione e la cooperazione fra i cittadini e fra questi e l’Ente Comunità Montana. Le azioni previste, differenziate nella struttura e modulate nel linguaggio di comunicazione a seconda della categoria cui esse sono rivolte, sono finalizzate a diffondere la pratica della partecipazione alla definizione di linee di indirizzo che orientino in senso sostenibile politiche e azioni sul territorio. Infine si intende affidare alle scuole, alle associazioni, ai luoghi di produzione, di amministrazione e gestione del territorio il ruolo importante di agenti di sviluppo locale sostenibile capaci, cioè, di sensibilizzare, autonomamente, i rispettivi bacini di utenza e trasmettere loro atteggiamenti e interessi finalizzati alla cooperazione con l’Amministrazione nella gestione consapevole dell’Ambiente.
Risultati attesi
A) Rafforzamento nei cittadini del senso di appartenenza e di radicamento al territorio della Comunità Montana, luogo caratterizzato da storiche tradizioni e da notevoli valenze paesaggistiche.
B) Educazione alla cooperazione per la consapevole difesa del patrimonio naturalistico, storico, architettonico, archeologico, culturale.
C) Sensibilizzazione alla necessità di partecipare alla definizione di scenari futuri sostenibili che orientino politiche e azioni sul territorio.
D) Promozione in tal modo di una reale, fattiva e condivisa azione di intervento sull’ambiente in un’ottica di sviluppo sostenibile attraverso formulazione di proposte concrete e attivabili.
E) Conferimento ai centri di aggregazione dell’ulteriore connotazione comitati promotori di sviluppo sostenibile.
F) Formazione di un “gruppo tecnico di lavoro” con la qualifica di agente di sviluppo locale.
Best practices
Obiettivi dell’Azione:
Si intende costruire un esauriente archivio telematico e cartaceo di casi di successo – regionali, nazionali, internazionali e comunitari – di implementazione di politiche di sviluppo sostenibile locale definite attraverso pratiche di interazione cittadini-amministrazione.
L’avere a disposizione un esauriente “serbatoio” sia di pratiche di partenariato, che si attuano all’interno della Pubblica Amministrazione, che di pratiche di negoziazione fra le parti sociali (senza trascurare i diversi modi e gradi di coinvolgimento dei cittadini nei processi di partecipazione alla definizione di politiche di sviluppo locale) costituisce un indispensabile supporto per la costruzione di regole e modi di collaborazione fra gli attori locali e la P.A. adattate, però, alle peculiarità del contesto sociale della Comunità Montana.
E’ noto infatti che quanto più alto è il grado di coinvolgimento e, di conseguenza, di consenso dei cittadini intorno a determinati orientamenti politici, tanto più agevole e veloce risulterà, da una parte, il superamento del vecchio sistema ordine-esecuzione tipico dei procedimenti top-down, dall’altra il radicamento e la diffusione di una consapevole e spontanea applicazione delle leggi.
Si intende, infine, definire una propria strategia di coinvolgimento degli attori locali alla definizione delle politiche di sviluppo sostenibile della Comunità che miri alla formulazione di una possibile “Best Practice” da diffondere.
Descrizione dell’Azione:
L’azione consiste nell’esplorazione di riviste scientifiche italiane e straniere, testi specialistici, siti Web da cui estrapolare buone pratiche di concertazione, partenariato, negoziazione, forme di partecipazione popolare. Per ottenere un’esauriente “casistica” si prevedono anche incontri con esperti del settore, teorici nonché pianificatori con esperienza sul campo.
Delineata dunque un’ampia panoramica di evolute ed efficaci forme di interazione fra i diversi attori locali, si procederà all’estrapolazione delle pratiche più affini e più adattabili al contesto sociale della Comunità Montana al fine di individuare le più idonee forme di consultazione da utilizzare caso per caso.
Risultati attesi:
-Ottenere un’esauriente bibliografia di testi e articoli nazionali e stranieri sulle Buone pratiche
riguardanti casi di successo di partecipazione dei cittadini alla pianificazione territoriale e ambientale .
-Ottenere un inventario di pratiche idonee al contesto sociale della Comunità Montana da utilizzare quando si presenti la necessità di avviare processi di partecipazione (database).
-Illustrare il percorso seguito dalla Comunità Montana per giungere alla definizione della propria strategia di coinvolgimento degli attori locali nella definizione delle politiche di sviluppo sostenibile della Comunità.
-Mirare alla formulazione di una possibile “Best Practice” della Comunità.
Sensibilizzazione
Obiettivi dell’Azione:
Ci si prefigge di verificare il grado di conoscenza di un campione rappresentativo della comunità locale dei processi partecipati e la disponibilità ad essere coinvolto negli stessi. Lo scopo di quest’operazione consiste nel progettare un’efficace campagna di sensibilizzazione che a sua volta mira ad avviare il processo di educazione del cittadino sulla necessità di diventare soggetto attivo nei processi decisionali che riguardano le politiche di sviluppo locale eco-compatibile. L’azione di sensibilizzazione sarà attuata nei centri di aggregazione (Scuole, Associazioni culturali, Amministrazioni locali, Imprese) con forme diversificate.
Descrizione dell’Azione:
Si intende predisporre un questionario chiaro e di semplice interpretazione da inviare alle scuole, alle Amministrazioni comunali, alle Associazioni culturali, alle imprese per sondare il grado di conoscenza dei processi partecipati. In base ai risultati ottenuti si intende strutturare un manifesto da affiggere nei luoghi più significativi e frequentati, che contenga un messaggio chiaro e facilmente memorizzabile. La sintesi del contenuto del manifesto sarà poi organizzata su un volantino da distribuire in maniera capillare mentre uno slogan sarà riportato su segnalibri, opportunamente progettati nel linguaggio di comunicazione e nella grafica, da distribuire ai ragazzi nelle scuole.
Risultati attesi:
-Sondaggio – attraverso l’analisi di opportuni indicatori – del grado di interesse dei soggetti su elencati a collaborare con la Comunità Montana nel processo di attivazione di pratiche di partecipazione
-Comprensione del grado di conoscenza del significato e delle forme dei processi partecipati.
-Diffusione, in maniera capillare, di messaggi chiari e semplici sull’importanza dei processi di partecipazione nell’ambito della gestione sostenibile dell’Ambiente, secondo linguaggi di comunicazione studiati caso per caso.
-Costruzione, nei cittadini, della coscienza di “soggetti attori” corresponsabili degli indirizzi politici proposti dalla Comunità, attraverso l’incisione graduale sulla cultura dell’accettazione passiva imposta dal vecchio sistema ordine-esecuzione.
Incontri - Convegni
Obiettivi dell’Azione:
La finalità è quella di diffondere la cultura della partecipazione tra i cittadini della Comunità Montana del Taburno e di promuovere il dibattito fra gli stakeholders e gli Amministratori intorno alle problematiche ambientali e alle linee programmatiche di gestione condivisa dell’Ambiente.
Ci si prefigge di illustrare ai cittadini le pratiche interattive e le forme di partecipazione scelte tra quelle ritenute più idonee e adattate al contesto socioeconomico della Comunità (risultati azione 1).
Descrizione dell’Azione:
I convegni sono rivolti a tutti i cittadini stakeholders, già in diversi modi sensibilizzati sui temi in questione, ed avranno come temi l’illustrazione:
– dell’importanza di mettere a punto politiche condivise di sviluppo locale sostenibile, tesi argomentata scientificamente da esperti ed esemplificata attraverso casi-studio;
– delle politiche intraprese nel campo della gestione ambientale – o in agenda – da parte degli Amministratori della Comunità;
– dei modi possibili di consultazione delle parti sociali che sono stati definiti nella parte conclusiva dell’azione 1 e che saranno oggetto di discussione durante il dibattito finale; i suggerimenti raccolti saranno utilizzati per apportarvi correzioni.
Alla fine dei Convegni saranno distribuiti a tutti i partecipanti i relativi Atti in qualità di materiale informativo.
Risultati attesi:
-Una maggiore conoscenza da parte dei cittadini degli orientamenti politici della Comunità Montana;
-Apprendimento delle forme di partecipazione proposte durante i Convegni e della loro importanza nella costruzione di un futuro sostenibile;
-Sollecitazione dei cittadini a partecipare ai processi di partecipazione;
-Nascita di un dibattito propositivo intorno ai temi suesposti;
-Conoscenza delle problematiche ambientali locali illustrate durante ogni Convegno.
Incontri informativi
Obiettivi dell’Azione:
Si intende informare politici, amministratori, dipendenti comunali, tecnici, rappresentanti di Associazioni culturali, rappresentanti del comparto produttivo, personale scolastico, attraverso incontri formativi, diversificati a seconda degli interlocutori, sulle tematiche connesse allo sviluppo sostenibile e sulla possibilità di attuare politiche condivise di tutela ambientale attraverso le diverse forme di partecipazione delle parti sociali.
Si ritiene, inoltre, proficuo distribuire opuscoli e materiale informativo redatti con linguaggio chiaro e comprensibile e contenenti, in sintesi, tutti gli argomenti trattati durante gli incontri e, in appendice, tutte le attività previste in campo ambientale dalla Comunità Montana.
Descrizione dell’Azione:
In questa fase sono previsti incontri finalizzati alla informazione di politici, amministratori, dipendenti comunali, tecnici, rappresentanti di Associazioni culturali, rappresentanti del comparto produttivo, personale scolastico. Per quest’ultimo l’iniziativa di informazione comprenderà l’individuazione, per ciascuno Istituto scolastico, di un gruppo di portatori di interesse che si occupino di realizzare percorsi educativi sul significato dello sviluppo sostenibile e sulle metodologie di partecipazione per attuarlo.
Per gli amministratori, dipendenti comunali, tecnici e politici gli incontri mireranno a sensibilizzare ed informare gli stessi sulla necessità di garantire ampi spazi di consultazione all’interno dei processi decisionali.
I rappresentanti delle Associazioni culturali saranno informati sulle forme di partecipazione che la Comunità Montana intende promuovere e sull’importante ruolo – ad essi conferito – di collaborazione alla diffusione dei messaggi e di sensibilizzazione a loro volta del proprio bacino di utenza.
Gli incontri con i rappresentanti delle categorie produttive informeranno sulle politiche ambientali promosse sul territorio, in atto e in agenda, sulla normativa vigente in materia e sulla campagna di sensibilizzazione che la Comunità Montana intende promuovere sulla pianificazione partecipata.
Durante questi incontri saranno distribuiti opuscoli e materiale illustrativo.
Risultati attesi:
– Diffusione delle tematiche proposte durante gli incontri ai bacini di utenza di ciascuna categoria.
– Costituzione, negli Istituti scolastici, di un gruppo di portatori di interessi capaci di strutturare una strategia educativa sul significato di sviluppo sostenibile e sui metodi per attuarlo.
– Individuazione di ampi spazi di consultazione all’interno dei processi decisionali.
– Diffusione degli opuscoli ai bacini di utenza di ciascuna categoria informata.
– Creazione di comitati promotori capace di curare gli interessi del territorio nell’ambito della propria sfera di azione compatibilmente con lo sviluppo dello stesso.
Attività di formazione
Obiettivi dell’Azione:
La Comunità Montana del Taburno, attraverso un processo formativo, si prefigge conferire ad un gruppo tecnico di lavoro scelto (personale scolastico e personale amministrativo) il ruolo fondamentale di agente di sviluppo locale, capace di sensibilizzare il dominio di appartenenza e di trasmettere ai cittadini atteggiamenti, competenze e interessi finalizzati alla cooperazione con la Comunità Montana nella gestione consapevole dell’Ambiente.
Descrizione dell’Azione:
Poiché il percorso verso la sostenibilità necessita della partecipazione attiva di tutta la collettività, appare indispensabile formare esponenti di Enti Locali e di Istituti scolastici al fine di creare un gruppo tecnico di lavoro competente sulle tecniche di partecipazione e di coinvolgimento delle diverse parti sociali nei processi di gestione ambientale.
Nelle attività di formazione saranno coinvolti consulenti ed esperti di pratiche interattive, di negoziazione, partenariato, partecipazione alle politiche di promozione dello sviluppo sostenibile
Le azioni si svilupperanno attraverso attività didattiche che privilegiano l’illustrazione di casi studio.
Sono previsti due corsi.
Risultati attesi:
-Formazione di un gruppo di lavoro con la qualifica di agente di sviluppo locale capace di sensibilizzare, informare e facilitare i processi di partecipazione;
-Acquisizione di nuove competenze da parte di operatori scolastici e di esponenti di Enti Locali.
Sito Web
Obiettivi dell’Azione:
– Informare gli utenti sugli eventi e sulle attività programmate nell’arco dei diciotto mesi previsti dal processo
– Immettere in rete tutti gli atti e i documenti prodotti da ogni attività (convegno, seminari, workshop, best practices, etc…).
– Pubblicare e diffondere le buone pratiche sulla partecipazione, le politiche attivate dalla Comunità Montana in campo ambientale, le leggi e i decreti che incentivano politiche di sviluppo sostenibile delle P.M.I.;
– Sollecitare il dibattito attraverso l’istituzione di un forum telematico.
– Attivare un servizio di news-letters per tutti gli iscritti nella mailing- list.
Descrizione dell’Azione:
L’apertura del Sito Web è fondamentale per la velocità attraverso cui si diffondono messaggi di sensibilizzazione e informazione rivolti agli utenti della rete. Esso sarà strutturato in diverse sezioni
– normativa, raccolta best practices, glossario completo dei termini specialistici, archivio di articoli sulla pianificazione partecipata e, in generale sulle tematiche ambientali.
Si prevede il suo aggiornamento periodicamente.
Il servizio di newsletters sarà previsto con cadenza settimanale.
Risultati attesi:
– Aggiornamento periodico che contribuirà a sensibilizzare e ad informare gli utenti della rete sulle
tematiche ambientali prioritarie;
– Raccolta di suggerimenti e proposte di soluzioni da parte degli utenti.
Workshop
Obiettivi dell’Azione:
Attraverso il workshop si cercherà di promuovere una serie di incontri, che facciano capire il ruolo attivo che i cittadini possono avere nell’individuazione delle politiche di sviluppo sostenibile, più attente ai bisogni delle generazioni future.
Individuati i tematismi più rilevanti, ci si propone di costruire scenari futuri sostenibili condivisi, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini così come previsto dalla metodologia E.A.S.W. (European Awareness Scenario Workshop).
Si intende inoltre educare i cittadini all’uso di questa pratica interattiva raccomandata dalla Comunità Europea nella conduzione dei processi partecipati previsti nei Programmi Comunitari di sviluppo sostenibile.
Descrizione dell’Azione:
Si intende, in questa fase, individuare i settori ambientali più critici, discuterne con i cittadini che sono chiamati a proporre soluzioni attraverso l’applicazione dell’E.A.S.W.
L’E.A.S.W è una metodologia di discussione strutturata che consente di guidare i partecipanti, rappresentanti delle diverse componenti della Comunità, in un processo decisionale finalizzato a promuoverne la partecipazione attiva nella soluzione di problemi di particolare interesse per la comunità stessa. In questo caso gli attori coinvolti sono:
– un facilitatore che conduce le sessioni plenarie stimolando la discussione e guidando i processi decisionali che verranno messi in atto;
– quattro capigruppo che conducono le sessioni di lavoro dei quattro gruppi in cui vengono divisi i partecipanti;
– quattro assistenti che devono sia coadiuvare il lavoro dei capigruppo nelle sessioni di lavoro e del facilitatore nelle sessioni plenarie che verbalizzare i lavori.
I risultati saranno diffusi attraverso un seminario conclusivo in cui tutti le categorie di cittadini saranno invitate. Essi saranno inoltre pubblicati sul Sito Web.
Risultati attesi:
– Conferire un ruolo attivo ai cittadini nell’individuazione di soluzioni possibili alle problematiche individuate;
– Ottenere scenari futuri sostenibili da proporre all’attenzione dell’Amministrazione;
– Diffondere i risultati del primo Workshop.

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